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 ANSIA DA "PRESTAZIONE"

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flaviop

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MessaggioTitolo: ANSIA DA "PRESTAZIONE"   Lun Feb 07, 2011 12:34 am

chi ha consigli per superarla....so che apro la porta a ...
nel suonare sono molto legato, quando infilo una bella sequenza fluida incomincio a pensare e sbaglio.

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francort

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MessaggioTitolo: Re: ANSIA DA "PRESTAZIONE"   Lun Feb 07, 2011 1:10 am

flaviop ha scritto:
chi ha consigli per superarla....so che apro la porta a ...
nel suonare sono molto legato, quando infilo una bella sequenza fluida incomincio a pensare e sbaglio.

Vedi dove sta il problema? Allora bisognerebbe fare il vuoto nella mente. E invece no, perché non basta non sbagliare, occorre anche suonare BENE e questo implica un controllo non meccanico dell'esecuzione. E l'ansia è sempre in agguato. Sempre. Anche quando pensi di averla superata è sempre li nascosta pronta a saltar fuori nei momenti di debolezza.
Per non aver momenti di debolezza occorre tanto allenamento, come per la montagna. Se ti lasci venir la panza hai finito di arrampicare.
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francort

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MessaggioTitolo: Re: ANSIA DA "PRESTAZIONE"   Lun Feb 07, 2011 1:43 am

Allenamento, si. Sposterei però l'obiettivo. Il nirvana a cui si tende è uno stato in cui la difficoltà non conta: conta solo la musica e si pensa solo a questa. In questo stato anche gli errori (che pur contano) devono passare in secondo piano. Un po come quando la Kostner cade ma continua il suo esercizio sorridendo (anche se sa che potrebbe andare di merda).
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luapnea

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MessaggioTitolo: Re: ANSIA DA "PRESTAZIONE"   Lun Feb 07, 2011 3:02 am

è un problemaccio! bello tosto e serio..Quello che dice Francort in parole chiare e semplici è vero e se andiamo più per lo specifico direi che:
per superarlo ci vuole tanto allenamento per aumentare l'autostima, non solo sullo strumento, ma anche fuori in mezzo alla gente; corsa per strada con i classici esercizi che si praticano quando si fa un po' di footing.
L'espressione della corporeità davanti alla gente aiuta moltissimo per migliorare la sicurezza!
Poi intervenire pubblicamente durante riunioni, congressi, meeting..aiuta
Già il parlare senza problemi davanti anche a una minima platea aiuta. Meno se si è dirigenti o in qualche modo in posizione subordinata superiore perchè qui essere leader di posizione o di potere ne è già una prerogativa.
Poi si può iniziare a suonare davanti ai familiari e a qualche amico soprattutto.

Ma alla base credo ci sia l'effettiva difficoltà esecutiva dovuta alla tecnica, che si supera con il miglioramento delle basi tecniche e anche col registrarsi mentre si suona da soli, per scoprire i lati deboli dell' esecuzione e per aumentare la sicurezza in se stessi ascoltando le esecuzioni corrette!

Anche qui genericamente(e lo ripeto) il processo di apprendimento termina con successo quando tale apprendimento manifesta la sua acquisizione seguendo la regola del cinque, ossia quando non faccio errori per almeno cinque volte di seguito. Praticamente l'apprendimento si "generalizza"..
Tecnicamente e non solo, questo dimostra il passaggio della sequenza motoria esecutiva dal livello corticale (corteccia motoria) al livello sottocorticale dove avvengono e si consolidano gli automatismi motori(es. guidare un'autovettura) ed ecco che allora mentre eseguo avendola generalizzata, un'attività grosso motoria o finomotoria anche complessa (come il suonare) posso"ragionare" perchè riesco ad "anticipare" il movimento su ciò che stò facendo cosa impossibile prima, perchè l'attività volontaria corticale impegnava completamente la capacità di ragionamento e di coordiamento.

Personalmente non mi è mai capitato di suonare in pubblico, ma avrei serie difficoltà perchè sono conscio che sono pochi i brani che suono decentemente senza errori per più di due tre volte di seguito, inframezzato da esecuzioni zeppe di incespicamenti anche minimi...
E' chiaro che la stecca è sempre in agguato anche per i musicisti più esperti, ma questo è un altro discorso
Sleep
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wayx

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MessaggioTitolo: Re: ANSIA DA "PRESTAZIONE"   Lun Feb 07, 2011 11:11 am

Tutto molto vero!!...forse il "segreto" consiste nel suonare al 60/70% delle proprie possibilità tecnico-esecutive, ben consci che la rimanente percentuale viene erosa dal fattore nervoso o ansia da prestazione o da blackout del tipo "oddio e dopo cosa c'è" ?...del resto è ben nota la stessa, per certi versi, situazione che si crea quando si preme il famigerato tasto REC per registrarsi... Rolling Eyes
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francort

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MessaggioTitolo: Re: ANSIA DA "PRESTAZIONE"   Lun Feb 07, 2011 12:13 pm

Quando è il momento si sbaglia ... ci sono fior di registrazioni mai pubblicate perche Miles steccava ... ho visto sbagliare Pat Metheni ... che dire poi della Aguilera che sbaglia l'inno nazionale ...
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Jo
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MessaggioTitolo: Re: ANSIA DA "PRESTAZIONE"   Lun Feb 07, 2011 12:18 pm

allenamento, esercizio si, ma specialmente allenamento ed esercizio di pubblico; meglio approfittare di ogni occasione per suonare in pubblico, sia esso quello di un locale ma anche quello di casa, gli amici, i parenti.. Bisogna conoscere la bestia il più possibile per poterla dominare, o almeno tenere a bada.
Poi, chiedetevi, quante volte, pur nella tranquillità di casa, eseguiamo un brano dall'inizio alla fine senza bloccarsi per vari motivi (anche per il semplice fatto di non essere abituati ad eseguirlo da cima a fondo)? Infatti c'è gente che arriva per la prima volta sul palco ed è la prima volta che esegue un brano per intero.. Voi capite che se unite l'emozione del palco al fatto di non essere abituati alla durata di uno o più brani eseguiti per intero (che implica una resistenza, fisica e mentale affatto scontata) entra in ballo la paura. Una paura fondata.. Non è facile stare tre minuti con la testa e il cuore su un pezzo senza perdere il filo; quindi più che emozione si tratta di paura di dover affrontare uno sforzo (spesso inedito) e di doverlo fare di fronte alla gente. Se posso dare un consiglio è di mettersi a suonare "come se" si fosse su un palco; quando ci si inceppa non proseguire ma ripartire da capo, finchè il pezzo non riesce senza interruzioni (cosa che dovrebbe poi avvenire di fronte al pubblico..). Vedrete che -spesso- anche i pezzi che crediamo di conoscere bene non filano via lisci come dovrebbero. Passata questa fase sarà più facile concentrarsi sull'espressività

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MessaggioTitolo: Re: ANSIA DA "PRESTAZIONE"   Lun Feb 07, 2011 1:53 pm

alla gente. Se posso dare un consiglio è di mettersi a suonare "come se" si fosse su un palco; quando ci si inceppa non proseguire ma ripartire da capo, finchè il pezzo non riesce senza interruzioni (cosa che dovrebbe poi avvenire di fronte al pubblico..).


Non son tanti d'accordo sul fatto di ricominciare ogni volta che sbagli : se si sbaglia e' xche' non si conosce bene il punto x cui bisognerebbe fare quello fino a che non viene fuori.

In genere si continua a sbagliare sempre il solito passaggio ed in genere succede xche' non lo si e' capito bene o non siamo tecnicamente all'altezza e allora bisogna semplificarlo....


Poi dipende anche dal pubblico che si ha davanti, avere il pezzo nelle dita e nella testa e suonare cose al 60/70 % delle nostre capacita': meglio un pezzo facile fatto bene, a tempo fino in fondo, con espressivita' che ecc.ecc.
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MessaggioTitolo: Re: ANSIA DA "PRESTAZIONE"   Lun Feb 07, 2011 3:55 pm

...ma no, non siamo tutti uguali e bisogna darsi tempo... Ci son cose x cui semplicemente non sono tagliato,

X es. Verano Porteno ( ok e' classica ma l'es.calza ) non mi e' mai riuscito, e' una metrica che non mi entra in testa....forse dovrei riprenderlo usando la tecnologia: rallentando john wlliams, che lo suona pari pari lo spartito, e andandoci sopra.
Il vantaggio della chitarra flassica e' che dischi e spartiti in genere coincidono.
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MessaggioTitolo: Re: ANSIA DA "PRESTAZIONE"   Lun Feb 07, 2011 5:20 pm

se non ve la sentite di suonare la chitarra in pubblico e non volete sfigurare potete fare come questo qui!


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MessaggioTitolo: Re: ANSIA DA "PRESTAZIONE"   Lun Feb 07, 2011 6:34 pm

wayx ha scritto:
Tutto molto vero!!...forse il "segreto" consiste nel suonare al 60/70% delle proprie possibilità tecnico-esecutive, ben consci che la rimanente percentuale viene erosa dal fattore nervoso o ansia da prestazione o da blackout del tipo "oddio e dopo cosa c'è" ?...del resto è ben nota la stessa, per certi versi, situazione che si crea quando si preme il famigerato tasto REC per registrarsi... Rolling Eyes

Quoto in toto. Almeno per me, solo alzando il livello del mio personale e per fortuna ancora variabile verso l'alto (malgrado i quasi 50 anni), 100 % riesco conseguentemente ad alzare il 60-70% di rendimento live. C...o, già perdo assai con la loop station ! E pensare che insegno, quindi parlo tutti i giorni anche per ore .... ma non è la stessa cosa. Rimango comunque un emotivo. Per altri spero sia diverso. Ho un amico che rende maggiormente live. .. In più c'è il misterioso "pensiero" . Un brano fatto a memoria mentre non penso, fila via, poi magari mi concentro su un passaggio, e non me ne viene più un altro .... Insomma, se non penso suono meglio. Credo di avere la necessità di interiorizzare molto e poi dovrei trovare la forza di "staccare " e di lasciarmi andare. In altri ambiti riesco .... Ma non mollo !!
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MessaggioTitolo: Re: ANSIA DA "PRESTAZIONE"   Lun Feb 07, 2011 7:48 pm

ry ha scritto:
...Non son tanti d'accordo sul fatto di ricominciare ogni volta che sbagli : se si sbaglia e' xche' non si conosce bene il punto x cui bisognerebbe fare quello fino a che non viene fuori....

secondo me no, cioè va bene stare un po' su un passaggio ma spesso ci si blocca proprio perchè non ci si arriva correttamente, o c'è qualcosa prima che fuorvia. E poi il passaggio, anche quando si è imparato, bisogna collocarlo nel pezzo; il fine è quello di suonare un pezzo da cima a fondo, specie se poi lo devo fare in pubblico..

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MessaggioTitolo: Re: ANSIA DA "PRESTAZIONE"   Lun Feb 07, 2011 8:46 pm

qui si parla di ansia da prestazione , per cui si presume che non ci sia niente da imparare nel pezzo, altrimenti si parlerebbe di "come studiare un brano"
assodato che il pezzo a casa , al buio , con la silent guitar , in una notte senza luna ,si riesce a suonarlo correttamente ,mentre in altre situazioni no, direi che qui sorge il problema ,che va affrontato in modo diverso dall'apprendere un passaggio difficile....
quindi per me è deleterio fermarsi a ripetere un passaggio che si sa già , perchè si memorizza l'interruzione e si carica quello specifico momento di ancora più tensione.
quindi bisogna ricreare mentalmente lo spettacolo e portarlo in fondo in ogni situazione.
sdrammatizzare , per me , è il passaggio più importante, insomma ,non bisogna prendersi sul serio, e imparare a fregarsene dei giudizi dei "colleghi".
Può essere molto utile autovalorizzare alcuni pregi che si hanno , che ci distinguono ...nel mio caso ho scoperto che cazzeggiare durante le presentazioni ,cosa che mi riesce discretamente facile (cazzaro , modestamente , lo nacqui...) , mi rilassa e distoglie l'attenzione (o almeno IO penso che distolga, che è lo stesso) dalle capacità tecniche.
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MessaggioTitolo: Re: ANSIA DA "PRESTAZIONE"   Lun Feb 07, 2011 10:10 pm

...aggiungerei che se un pezzo/passaggio non viene come deve il pezzo nonsi suona xche' se non viene a casa difficilmente verra' su un palco....se uno sa fare solo quel pezzo e' meglio che ne impari un altro + facile....


Poi secondo me ed e' x questo che e' rilevante il pubblico : chi suona comunica e il pubblico pure, non e' importante se un pezzo sia tecnicamente complicato (che e' diverso da difficile -imo di facile, se fatto bene, non c' e' nulla) quanto che appunto comunichi qualcosa.

Chi suona non dovrebbe salire sul palco ( sto parlando di noi, o forse me, dilettanti/te) x far vedere quanto e' bravo ma x "dire qualcosa" ed il pubblico dovrebbe essere ricettivo, cìoe' se dopo due pezzi si rompe le palle e' meglio che non vada a concerti/open mic di chitarra acustica.


X Dario io credo che si dovrebbe ogni tanto suonare in pubblico...il problema e' il pubblico che hai di fronte,
cioe' se e' ricettivo e cosa si aspetta...alla fine cio' che importa (poi se si diventa abbastanza bravi le cose cambiano un poco) e' fare un po' di musica insieme...altrimenti qui non suonerebbe + nessuno (-a parte chi bravo e'...).

Queste sono cose che ho maturato uscendo dall'Italia, il che non vuol dire che l'Italia e' una schifezza, vuol dire solo che la musica ha nella cultura popolare un altro posto.

Ma ormai sono ot, decisamente penso anche che piano piano le cose cambieranno....



Ultima modifica di ry il Lun Feb 07, 2011 10:21 pm, modificato 1 volta
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