Ciao a te e benvenuto nel forum della Associazione Culturale ZONACUSTICA. L'obiettivo di questo posto è dare spazio a chi ha voglia e bisogno di disquisire riguardo alla MUSICA ACUSTICA, con particolare attenzione per la musica di chitarra.
 
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     Il FUTURO della chitarra acustica

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    AutoreMessaggio
    Zizzi

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    MessaggioTitolo: Il FUTURO della chitarra acustica   Lun Lug 04, 2011 8:29 pm

    apro questo post perchè mi sembra interessante discutere di quello che si stava parlando nel post di teo6corde "Piume di balena - Matteo Gobbato" .. alcune cose sono state già dette li ma x fare un discorso completo allora inizierei così:


    - Secondo voi qual'è il futuro della chitarra acustica?
    - che "Nuovi" chitarristi compositori vi piacciono (se vi piacciono)?
    - secondo voi è giusto prendere un modello di riferimento ed elaboralo, cioè lavorarci sopra imparando - - - - brani e la sua tecnica per poi svilupparla?


    se avete altre domande scrivete anche voi!!!
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    Giangi

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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Mar Lug 05, 2011 8:28 am

    1 se i chitarristi continuano a suonare per i chitarristi il futuro della chitarra acustica è inesistente e inconsistente.
    2 i nuovi chitarristi non mi piacciono molto. Quello che gli manca è "l'attenzione alla musica". Pensano solo alla tecnica e a ostentarla.
    3 Purche non si diventi dei "cloni". Ce ne sono fin troppi
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    Segovia

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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Mar Lug 05, 2011 11:10 am

    Ecco le mie domande:
    1)I legni (sempre piu' difficili da reperire), va bene questa puo' essere una cosa generale che non riguarda solo l'acustica.
    2)La fissazione per l'elettrica delle nuove generazioni (sembra che senza effetti, pedali, ampli etc. non possano suonare).
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    Sandro



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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Mar Lug 05, 2011 2:30 pm

    Zizzi ha scritto:


    - Secondo voi qual'è il futuro della chitarra acustica?
    Penso che molti continueranno a suonarla, perché è uno strumento versatile e stupendo. La musica strumentale per chitarra acustica resterà però sempre un fenomeno di nicchia.
    A volte è noiosa perfino per noi chitarristi



    - che "Nuovi" chitarristi compositori vi piacciono (se vi piacciono)?
    Non sono d'accordo con chi dice che i "nuovi" sono tutti uguali. Io adoro Kelly Joe Phelps e Eric Bibb che IMHO riescono a mescolare tradizione e innovazione con risultati piacevoli.


    - secondo voi è giusto prendere un modello di riferimento ed elaboralo, cioè lavorarci sopra imparando - - - - brani e la sua tecnica per poi svilupparla?
    Certo! Non si è sempre fatto così dalla notte dei tempi ?

    Wink
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    osvi



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    MessaggioTitolo: mie considerazioni...   Mar Lug 05, 2011 4:49 pm

    Il repertorio per chitarra acustica (intendo la flat top corde in metallo) è vastissimo e non vedo davvero pericoli di "estinzione", probabilmente i compositori sono pochi ma le musiche dalle quali pescere e prendere spunti sono così tante che... ci sarà sempre tanta musica per la sei corde. Ben diverso è il settore classico o quello della musica jazz (perdonate ma per me anche lì si parla di chitarre comunque acustiche) dove il repertorio ed anche i compositori non mancano.

    Però... ci sono diversi aspetti del "chitarrismo", già sottolineati da alcuni, che non mi piacciono e non mi sono mai piaciuti. Che il chitarrista sia (o voglia essere), tendenzialmente, un virtuoso non ci piove. E' incredibile constatare quanto pochi siano i chitarristi espressivi, più votati ad una musicalità "discorsivo-emotiva" a paragone dei virtuosi, spesso incluncludentemente logorroici. Basta andare a qualche concerto per notare che anche i "big", che pure non avrebbero bisogno di dimostrare nulla, si perdano in inutili e soporiferi assoli condotti a velicità supersonica, sparando una tediosa ed inutile sequenza di semibiscrome... per fare il parallelo fra due persone che parla, io non so quanto uno sia disposto ad ascoltare l'altro che parla ininterrottamente senza pause e, quindi, senza interplay con chi ascolta. Non nego che quest'aspetto (molto chitarristico) mi irriti facilmente e noto come questa ridondanza tecnico-strumentale sia andata aumentando, guarda caso, con l'aumento delle scuole e delle proposte (in)formative. Ecco perchè un Jim Hall è, nel mio immaginario, uno straordinario strumenista e, solo casualmente, un chitarrista. Esattamente il contrario di una pletora di muscolosi ipervelocisti della seicorde, noiosi da morire ed incapaci di comunicare una benchè minima emozione.
    Pensieri a ruota libera, i classici due cents.

    Osvi.
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    francosignore

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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Mar Lug 05, 2011 5:32 pm

    Questo 3ead riporta a bomba a quello su Pat Metheny: per comporre(e arrangiare) si deve essere prima di tutto musicisti.
    I chitarristi sono spesso(quasi sempre?) incestuosi. Comprano, consumano, creano(qui mettete tutti i verbi che volete) per chitarristi. se i chitarristi non si trasformano in musicisti(perdendo l'atavica autoreferenzialità) il futuro è quello di chitarristi che ascoltano chitarristi(e che commentano la tecnica, lo strumento, ecc.. ma non la "musica").
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    osvi



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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Mar Lug 05, 2011 6:32 pm

    francosignore ha scritto:
    Questo 3ead riporta a bomba a quello su Pat Metheny: per comporre(e arrangiare) si deve essere prima di tutto musicisti.
    I chitarristi sono spesso(quasi sempre?) incestuosi. Comprano, consumano, creano(qui mettete tutti i verbi che volete) per chitarristi. se i chitarristi non si trasformano in musicisti(perdendo l'atavica autoreferenzialità) il futuro è quello di chitarristi che ascoltano chitarristi(e che commentano la tecnica, lo strumento, ecc.. ma non la "musica").

    Sono d'accordo, molto d'accordo, assolutamente d'accordo.
    Nel mondo della chitarra jazz ad esempio c'è un signor chtarrista, semisconosciuto (se lo filano in pochissimi), tale Pablo Bobrowicky, che è meraviglioso da ascoltare... ha così poco del chitarrista tipico, le sue linee melodiche sono ad ampio respiro, sono musica pura e non semplice esibizione di esercizi di tecnica strumentale, rifugge dai licks e dai clichè ed usa fraseggi dove la pausa ha egual valore della nota, molto "discorsivo". Il suo riferimento è, guarda caso, Jim Hall.

    Osvi.
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    luapnea

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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Mar Lug 05, 2011 10:59 pm

    tempo fa, cercando di capire quali fossero i nuovi talenti e quale fosse l'evoluzione della chitarra acustica; avevo messo un post simile su fingerpicking.net Crying or Very sad
    ma chi interveniva non lo faceva a tema, e alla fine alcuni hanno tentato di risolvere alcune questioni personali, che vertevano su tre quattro persone frequentanti il sito e sui giudizi espressi da uno rispetto al modo di suonare dell'altro Crying or Very sad ...nulla di più
    sembrava che nessuno si volesse sbilanciare più di tanto manifestando gusti e preferenze che credo esistano per forza, ma questo forse era pure comprensibile viste le attività del sito che mette in vetrina gran parte dei chitarrististi emergenti Sleep Sleep

    La cosa che sorprende quando si tratta di argomenti come questo è il fatto che si nominano chitarristi di cui personalmente con conosco nemmeno l'esistenza Rolling Eyes
    ma Pelps non era un nuotatore olimpico? lol!

    Inoltre quanto possano essere discordanti i gusti e i pareri sul gradimento di certi stili rispetto ad altri
    e questo è senz'altro il sale della questione Smile e ben venga

    Un canone di bello comunque deve esistere, probabilmente ci sono tante cose belle e gradevoli, come allo stesso tempo esiste un canone di mediocre per non dire di "inascoltabile" No

    Personalmente sulla chitarra acustica mi limito a dividere semplicemente i chitarristi fra quelli di cui mi comprerei un CD e tra coloro che ascolto e basta...
    In concerto ascolto tutto...ma poi compro solo quello che mi trasmette qualcosa... anche solo per un brano

    La diattriba tra il tecnicismo e la musicalità è sempre esistita, ricordo Metheny ( che ultimamente mi trasmette molto meno e molto poco rispetto a prima, complice anche il minore apporto nelle composizioni di LYle Mays) dicevo che Metheny parlando di john Mclaughlin diceva che lo preferiva quando suonava poche note, rispetto ai brani dove metteva in mostra la sua straordinaria velocità..
    Concordo e devo dire che il famoso trio De lucia- Di meola e McLaughlin a me ha trasmesso praticamente nula: " Mai riuscito a finire di ascoltare l'album"
    una rincorsa a chi suonava quei riff pacchiani più veloce possibile
    Chi non ha mai ascoltato ad esempio Mike Stern dal vivo può ricredersi sul suonare a velocità pazzesche e allo stesso tempo con una melodiosità straordinarie, ma gli stessi tre di prima per fatti loro hanno fatto delle cose egregie..come tanti
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    pacoseven

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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Mer Lug 06, 2011 8:16 am

    rientro nei binari :
    il futuro della chitarra acustica?
    per la musica di sola chitarra non c'è , o meglio non si espanderà , ma resterà così ,perchè è una musica suonata da chitarristi per altri chitarristi, e quindi si ripiega su se stessa.
    diverso il discorso per la chitarra acustica all'interno della scena pop , che sta vivendo un momento interessante , soprattutto grazie a donne cantautrici , prendendo il posto , in termini di appeal , dell'elettrica.
    un nome per tutti: Ben harper , che ha lo stesso ruolo che ha avuto toNy emmanuel all'interno della sola musica per c.a., però riportato nel pop.
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    francosignore

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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Mer Lug 06, 2011 11:18 am

    pacoseven ha scritto:
    rientro nei binari :
    il futuro della chitarra acustica?
    per la musica di sola chitarra non c'è , o meglio non si espanderà , ma resterà così ,perchè è una musica suonata da chitarristi per altri chitarristi, e quindi si ripiega su se stessa.
    diverso il discorso per la chitarra acustica all'interno della scena pop , che sta vivendo un momento interessante , soprattutto grazie a donne cantautrici , prendendo il posto , in termini di appeal , dell'elettrica.
    un nome per tutti: Ben harper , che ha lo stesso ruolo che ha avuto toNy emmanuel all'interno della sola musica per c.a., però riportato nel pop.

    Bravo, ottima citazione, nel senso del 3ead, Ben Harper.

    la mia opinione è: finchè i chitarristi(specialmente quelli acustici) continueranno a pensarsi come "mondo" a se stante, di "futuro" c'è ne poco.
    la composizione sul nostro strumento è fortemente condizionata dalla sua costruzione(superabile solo in parte dalle open e alternate tuning). nel senso che se si compone utilizzando la chitarra non si puo' non ricorrere ai "clichè" (diversi per ognuno) perdendo il senso "musicale".

    alcune domande(che pongo a me stesso, per primo).
    Quanti spettatori fa, in Italia , uno spettacolo con il chitarrista acustico da solo?
    In senso culturale, generazionale e di ceto com'è composto il suo pubblico?

    perchè un concerto di piano ha un pubblico eterogeneo quello chitarristico molto meno, perchè?

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    Nik Ottocorde



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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Gio Lug 07, 2011 10:44 am

    Eccomi (ogni tanto scrivo anche io...) con il mio pensiero:
    Parlo da giovane che cerca spazio nel mondo della chitarra acustica e quindi con un pò di conoscenza diretta dell' argomento.
    Prima di tutto credo che il problema principale sia la cultura, perchè non dimentichiamoci che qui parliamo del nostro "orticello" italiano.
    Purtroppo quando (qui parlo per il sud) si va in giro a proporre una serata di sola chitarra acustica a partire dai gestori dei locali a finire al pubblico spesso nn c' è proprio la concezione di quello che si fa..la "nostra" musica viene considerata pallosa, roba da sfigati e quindi non appetibile ad un pubblico di qualsiasi tipo.
    Non c' è futuro perchè non c' è spazio per noi..conseguenza di tutto ciò la autoreferenzialità del chitarrista.
    Faccio un esempio che è sempre lo stesso e calza a pennello sempre: Giovanni Allevi.
    Prima di lui la musica per piano solo era considerata pallosa e autoreferenziale, buona per i filmini dei matrimoni etc etc... poi arriva lui, botta di culo, ottimo investimento della casa discografica anche sul lavoro d' immagine ed ecco che un pianista bravo, ma non di valore assoluto (vedi i vari Rea, Bollani, Marcotulli..) riempie addirittura l' arena di Verona e viene ospitato in parlamento (ricordate la diatriba on uto ughi???) e da allora la musica di pianoforte ha trovato spazi e audience.
    Veniamo a noi: è arrivato Tommy Emmanuel, ma non tutti ricordano come è arrivato alla fama che ha(almeno da noi in italia).
    Non ricordo l' anno, ma Dodi Battaglia scelse T.E. per aprire i concerti dei Pooh...e lì con il grande successo (o almeno con la partenza...o comunque: visibilità) per proseguire con lo stesso Dodi, che armato di Maton è stato forse l' unico italiano a portare un disco di chitarra sola in classifica...e perchè?! la risposta è sempre quella!!! VISIBILITA'

    -Fine prima parte..il lavoro mi chiama... Smile
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    Nik Ottocorde



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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Gio Lug 07, 2011 4:55 pm

    Non credo sia questione di tradizione..negli anni '70 quando i cantautori con la chitarra spopolavano(ora forse resiste solo Britti di quello stampo...) la chitarra la suonavano tutti (e dico tutti...) e dovreste saperlo bene...
    Ora la chitarra non è vista più come strumento da poter portare sempre con sè, proprio perchè queste iperproduzioni tolgono il gusto del suono innanzitutto, e poi perchè il successo è diventato il format dei talent, dove esiste solo il cantante, di conseguenza lo strumento è secondario e basta una base registrata per far vedere che si è bravi (il karaoke del 2000!!!..anzi almeno Fiorello giocava con i dilettanti...)

    La cultura dicevamo...io lo vedo quando faccio le serate in duo.
    Il fatto è che con un repertorio giusto la gente le serate le fa, e con Ottocorde ho avuto anche il piacere di togliermi delle soddisfazioni, ma sopratutto di venire apprezzato come chitarrista "alieno" quando di alieno non faccio proprio niente!!!
    Se la gente non conosce Hedges, o Emmanuel (due su tutti per riprendere l' altro post) quando vede uno che fa due tre mossettine rimane di stucco e crede di avere davanti il miglior chitarrista del mondo..anche perchè che uno suoni bene o no al popolo giovane nn interessa!!!
    Il pubblico vuole belle cnzoni, vuole cantare, ballare e se sai suonare...ok..ma non è determinante...
    Manca la cultura amici, perchè nel nostro paese di tradizione in quanto a musica ne abbiamo parecchia che sia classica o popolare o moderna (vedete la mia terra per esempio, la puglia..dalla taranta a personaggi meno noti, ma importanti, nel mondo classico come Giuseppe Curci o il biscegliese Mauro giuliani, per giungere fino ai negramaro e caparezza..) serve solo un risveglio perchè nel DNA noi italiani l' arte (e non solo la musica) l' abbiamo!!!!
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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Gio Lug 07, 2011 7:45 pm

    Allora prova ad andare in Abruzzo a mangiare gli spaghetti alla Chitarra. Very Happy
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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Ven Lug 08, 2011 10:39 am

    aretna ha scritto:
    Allora prova ad andare in Abruzzo a mangiare gli spaghetti alla Chitarra. Very Happy

    Questo è il futuro che preferisco !!! cheers
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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Ven Lug 08, 2011 10:40 am

    Troppo facile e sbrigativo colpevolizzare gli ascoltatori di scarsa cultura perchè non ci ascoltano o non ci vengono dati spazi per suonare.
    I tempi cambiano e con essi cambiano i gusti.Verso la metà - fine anni 70 Rembourn e Grossman riempirono completamete il Teatro Lirico di Milano (c'era gente seduta per terra).
    Oggi un bravissimo chitarrista di professione, Clive Carrol, suona davanti ad una cinquantina di persone non paganti, vende una decina di CD e viene cosiderato un successo.
    Video Kill The Radio Stars: la tecnologia ammazza. Eè più facile e meno laborioso campionare e usare un PC per fare musica che spaccarsi il culo sulla tastiera per anni.
    Non è questione di cultura è questione di gusti e presupposti.
    Se vado in birreria per una birra la musica l'ascolto si e l'ascolto no: a memo che......... chi suona sia così bravo e interessante da catturarmi.
    Ma siamo noi cosi bravi ed interessanti da catturare gli altri con la nostra musica?
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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Ven Lug 08, 2011 11:15 am

    Non lo so, però ho suonato al festival della birra ,mi sono divertito ,ho incassato ,questo mi basta e avanza. Smile


    Ultima modifica di aretna il Ven Lug 08, 2011 1:05 pm, modificato 1 volta
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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Gio Ago 04, 2011 3:20 pm

    @ zizzi

    io ho studiato analizzato trascritto e imparato a livello di concerto tutto il possibile di tutti gli autori che più mi piacevano intrigavan e ritenevo a livello culturale storico e compositivo validi nonchè esteticamente di mio gradimento
    poi alcuni dicon "non studiate"
    ma è un mesaggio ì inesatto e incompleto anche se assai relativamente valido





    da che si deduce che ho letto il primo post del topic Smile


    Ultima modifica di giorgioM. il Sab Ago 06, 2011 2:36 pm, modificato 1 volta
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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Ven Ago 05, 2011 11:43 am

    Nik Ottocorde ha scritto:

    Se la gente non conosce Hedges, o Emmanuel (due su tutti per riprendere l' altro post) quando vede uno che fa due tre mossettine rimane di stucco e crede di avere davanti il miglior chitarrista del mondo..anche perchè che uno suoni bene o no al popolo giovane nn interessa!!!
    il che ci porta inevitabilmente a rigor di logica a domandare: ma senza mossette certi " eroi" avrebbero lo stesso impatto?
    e allora dov'è la "presa" di certi "eroi"
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    francosignore

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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Ven Ago 05, 2011 11:55 am

    giorgioM. ha scritto:
    Nik Ottocorde ha scritto:

    Se la gente non conosce Hedges, o Emmanuel (due su tutti per riprendere l' altro post) quando vede uno che fa due tre mossettine rimane di stucco e crede di avere davanti il miglior chitarrista del mondo..anche perchè che uno suoni bene o no al popolo giovane nn interessa!!!
    il che ci porta inevitabilmente a rigor di logica a domandare: ma senza mossette certi " eroi" avrebbero lo stesso impatto?
    e allora dov'è la "presa" di certi "eroi"

    peccato Giorgio che hai modificato il tuo post.
    solo tu sai dire certe verità.
    riguardo i concerti e le mossette8riferito più a Nick)
    la verità è che i chitarristi vanno a guardare le mossette ("hai visto che bel passaggio... e la diteggiatura?" gli altri a sentire la musica. questa è la discriminante.
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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Ven Ago 05, 2011 12:07 pm

    francosignore ha scritto:
    giorgioM. ha scritto:
    Nik Ottocorde ha scritto:

    Se la gente non conosce Hedges, o Emmanuel (due su tutti per riprendere l' altro post) quando vede uno che fa due tre mossettine rimane di stucco e crede di avere davanti il miglior chitarrista del mondo..anche perchè che uno suoni bene o no al popolo giovane nn interessa!!!
    il che ci porta inevitabilmente a rigor di logica a domandare: ma senza mossette certi " eroi" avrebbero lo stesso impatto?
    e allora dov'è la "presa" di certi "eroi"

    peccato Giorgio che hai modificato il tuo post.
    solo tu sai dire certe verità.
    riguardo i concerti e le mossette8riferito più a Nick)
    la verità è che i chitarristi vanno a guardare le mossette ("hai visto che bel passaggio... e la diteggiatura?" gli altri a sentire la musica. questa è la discriminante.

    lol
    tnx
    pensavo non l'avesse letto nessuno, ancora
    ma , non ha retto alla mia stessa rilettura Famose due risate, invece!
    ma l'ho salvato per letture private e per risparmiarmi la fatica di rielaborare concetti vari
    (si , ormai so che le so dire e le so non dire , come si deve, per necessità...
    ma mi sembrava fin troppo serio e ad una lettura del topic leggeremente fuori luogo...)

    non mi interessa più illuminare nessuno
    è la solita storia come direbbe qualsiasi mastrozenn da du' citti:
    chi ne ha bisogno non se lo merita e chi se lo merita non ne ha bisogno
    so da tempo che tu, franco, appartieni la seconda
    però a chi legge altrove e si lascia dolcemente affabulare posso solo dire -così , umoristicamente fuori dai denti - che io personalmente son intellettualmente e artisticamente alieno da qualsiasi ortodonzia chitarristica di scolettanti allo sbaraglio( crasi fra scuola e dilettante)


    Ultima modifica di giorgioM. il Ven Ago 05, 2011 12:15 pm, modificato 2 volte
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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Ven Ago 05, 2011 12:09 pm

    Anche io l'avevo letto Smile
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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Ven Ago 05, 2011 12:14 pm

    Laughing Laughing
    sfaccendati!
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    aretna

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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Ven Ago 05, 2011 12:15 pm

    ed ora dovrai pagare migliaia di euro per farmi tacere Twisted Evil Altrimenti diffonderò il verbo... Cool
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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Ven Ago 05, 2011 12:17 pm

    mappeccarità fai pure
    certo non so se ci riuscirai ssenza distorsioni e interpretazioni personali
    insomma di quel che vuoi ma sarà farina del tuo sacco tongue
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    francosignore

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    MessaggioTitolo: Re: Il FUTURO della chitarra acustica   Ven Ago 05, 2011 12:25 pm

    giorgioM. ha scritto:
    francosignore ha scritto:
    giorgioM. ha scritto:
    Nik Ottocorde ha scritto:

    Se la gente non conosce Hedges, o Emmanuel (due su tutti per riprendere l' altro post) quando vede uno che fa due tre mossettine rimane di stucco e crede di avere davanti il miglior chitarrista del mondo..anche perchè che uno suoni bene o no al popolo giovane nn interessa!!!
    il che ci porta inevitabilmente a rigor di logica a domandare: ma senza mossette certi " eroi" avrebbero lo stesso impatto?
    e allora dov'è la "presa" di certi "eroi"

    peccato Giorgio che hai modificato il tuo post.
    solo tu sai dire certe verità.
    riguardo i concerti e le mossette8riferito più a Nick)
    la verità è che i chitarristi vanno a guardare le mossette ("hai visto che bel passaggio... e la diteggiatura?" gli altri a sentire la musica. questa è la discriminante.

    lol
    tnx
    pensavo non l'avesse letto nessuno, ancora
    ma , non ha retto alla mia stessa rilettura Famose due risate, invece!
    ma l'ho salvato per letture private e per risparmiarmi la fatica di rielaborare concetti vari
    (si , ormai so che le so dire e le so non dire , come si deve, per necessità...
    ma mi sembrava fin troppo serio e ad una lettura del topic leggeremente fuori luogo...)
    non mi interessa più illuminare nessuno
    è la solita storia come direbbe qualsiasi mastrozenn da du' citti:
    chi ne ha bisogno non se lo merita e chi se lo merita non ne ha bisogno

    però a chi legge altrove e si lascia dolcemente affabulare posso solo dire -così , umoristicamente fuori dai denti - che io personalmente son intellettualmente e artisticamente alieno da qualsiasi ortodonzia chitarristica di scuolettanti ( crasi fra scuola e dilettante)

    lo so, lo so! Very Happy

    quando è iniziato questo 3ead pensavo che sarebbe finito come sempre e invece, scrivi tu... ecco la sorpresa Very Happy

    mentre leggevo i vari post mi chiedevo quanti avessero ascoltato e sentito i tuoi dischi che ci hai regalato nei due sensi, letterale e metaforico.
    vuoi ricordare a tutti l'anno delle registrazioni?
    perchè la memoria è corta e l'orizzonte è basso.

    ci puo' essere un futuro senza un passato?
    e si puo' avere un passato senza la conoscenza (leggi copiare e studiare e assimilare bene gli altri)?

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