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     John Fahey

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    AutoreMessaggio
    Jo
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    MessaggioTitolo: John Fahey   Gio Mar 22, 2012 1:08 pm

    secondo voi perchè John Fahey è così diverso e lontano dai (più grandi) chitarristi acustici? cos'è che fa di lui un musicista talmente unico e grande?

    ps: c'è una pagina nel sito con molte tablature, utilissimo cimentarsi per chi vuole sperimentare qualcosa di nuovo rispetto "i soliti" noti del panorama fingerpicking/style/cussion/etc



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    luapnea

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    MessaggioTitolo: Re: John Fahey   Gio Mar 22, 2012 8:44 pm

    devo dire di averne sempre sentito parlare, come un precursore.
    Ha una discografia sterminata ed difficile orientarsi, personalmente non ho ascoltato praticamente niente.
    La sua musicalità mi ricorda Basho, o forse è quest'ultimo che ricorda Fahey.
    Forse ha introdotto un senso lirico nella composizione di quei tempi, nella chitarra acustica americana, chiusa originariamente in generi ritmici standardizzati.
    Leggendo il libro di Angeletti si diceva come F. abbia introdotto diverse tecniche della mano destra, alcune derivanti dai raga indiani...
    Ma ora che c'hai messo il pallino mi cerco qualcosa da ascoltare...se caso mai qualcuno proponesse Smile anche l'ascolto di qualcosa di originale...
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    francosignore

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    MessaggioTitolo: Re: John Fahey   Dom Mar 25, 2012 12:20 pm

    E' un bell'argomento Jo.

    Se ci fosse una religione della chitarra, Fahey sarebbe sicuramente nel Pantheon.

    Fahey è stato il fautore/creatore di una nuova "musica americana" che ha come fondamenta il
    Folk e il blues delle origini. La sua originalità sta nel non aver mai fatto il verso a nessuno dei predecessori. Il che, per lui bianco in una America ancora molto razzista, significava riconoscere dignità a una cultura subalterna, che, in quanto cultura(per qualcuno, allora ma anche oggi, se i neri erano non uomini, una non cultura) non doveva essere scimmiottata.
    Da lui nasce(come scrive saggiamente Angeletti) una "nuova tradizione chitarristica bianca americana", cioè quello che noi oggi chiamiamo fingerpicking.

    Una figura fondamentale di studioso e musicista per la nuova cultura musicale americana.

    Fu anche il primo nuovo chitarrista americano a usare la chitarra acustica (steel strings) come strumento solista dove è escluso anche il canto.

    Riguardo "la tecnica".
    Fahey è quanto di più lontano possibile dalla "tecnica" fine a se stessa, una grande lezione per quelli che "copiano" tal quali i suoi pezzi (o le sue interpretazioni, meglio) fermandosì alla superficie ("che chitarra suonava?" "era una ciofeca?", "come prendeva quell'accordo?") e non guardando in profondità.
    Lo stesso errore di quelli che, al contrario, lo ritenevano uno "scarso" (la sua capacità di scarnificare un brano sino all'osso è incredibile) e forse sopravalutato.

    Il suo destino musicale è, curiosamente, accomunato a quello di un altro "grande" Lenny Breau.
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    luapnea

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    MessaggioTitolo: Re: John Fahey   Dom Mar 25, 2012 5:25 pm

    Franco, ciò che dici è molto interessante!

    Ho ascoltato qualcosa di Fahey. e immaginavo i suoi brani con i suoni attuali: sarebbero ancora più coinvolgenti.
    Il suono scarno forse derivava dalla concezione "on the road" della musica per chitarra di quei tempi, stravolta in seguito da Hedges, con un'evoluzione "cosmica" della ricerca sonora, a parte tutto lo stravolgimento geniale della tecnica e della composizione.
    Credo che i chitarristi di quel fervido periodo, rimangano tutt'ora anni luce avanti....
    Fare paragoni non è mai la parte migliore di una critica, ma qui siamo veramente su un altro piano di intuizione e ricerca musicale, che sfocia in composizioni straordinarie...
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    francosignore

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    MessaggioTitolo: Re: John Fahey   Lun Mar 26, 2012 11:41 am

    luapnea ha scritto:
    Franco, ciò che dici è molto interessante!

    Ho ascoltato qualcosa di Fahey. e immaginavo i suoi brani con i suoni attuali: sarebbero ancora più coinvolgenti.
    Il suono scarno forse derivava dalla concezione "on the road" della musica per chitarra di quei tempi, stravolta in seguito da Hedges, con un'evoluzione "cosmica" della ricerca sonora, a parte tutto lo stravolgimento geniale della tecnica e della composizione.
    Credo che i chitarristi di quel fervido periodo, rimangano tutt'ora anni luce avanti....
    Fare paragoni non è mai la parte migliore di una critica, ma qui siamo veramente su un altro piano di intuizione e ricerca musicale, che sfocia in composizioni straordinarie...

    a mio avviso, i suoi dischi sono belli perchè "suonano" in quella maniera: "antichi".
    Credo che con una Lowden sia molto difficile recuperare quelle "atmosfere".
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    MessaggioTitolo: Re: John Fahey   Lun Mar 26, 2012 11:26 pm

    ma anche le registrazioni sono abbastanza povere What a Face ..ma povere!
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    francosignore

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    MessaggioTitolo: Re: John Fahey   Mar Mar 27, 2012 12:29 pm

    luapnea ha scritto:
    ma anche le registrazioni sono abbastanza povere What a Face ..ma povere!

    ma anche quelle originali di Robert Johnson sono "povere", ma non importa è il feeling quel che conta...la musica.
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    MessaggioTitolo: Re: John Fahey   Mar Mar 27, 2012 1:18 pm

    luapnea ha scritto:

    Ha una discografia sterminata ed difficile orientarsi, personalmente non ho ascoltato praticamente niente.


    Forse è difficile dire quali sono i lavori migliori, potresti iniziare da Blind Joe Death (1959), The Voice Of The Turtle (1968) ma anche Requia & Other Compositions For Guitar Solo (1967) (c'è l'ho in vinile Very Happy ),
    va beh basta mi fermo
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    MessaggioTitolo: Re: John Fahey   Mer Mar 28, 2012 12:16 pm

    John è un grandissimo!
    Non l'avevo ancora scoperto completamente! Grazie!!!!
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    MessaggioTitolo: Re: John Fahey   

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    John Fahey
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