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     Michael Brecker e l'ignoranza di Pado

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    AutoreMessaggio
    pado_11769

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    MessaggioTitolo: Michael Brecker e l'ignoranza di Pado   Mar Mar 09, 2010 1:11 am

    Torno dalla mia lezione di musica ... come ogni lunedì sera.

    Come al solito sono stato avido di informazioni e mi metto seduto ed in silenzio per ripercorrere il percorso della serata appena trascorsa.

    "Michael Brecker, ma come non lo conosci?"

    "Ebbene si", dico al mio maesto, "Ah ma questo è grave!" mi risponde con un pizzico di sana critica.

    Ascoltiamo insieme un pezzo (quello che vi propongo in fondo) e mi racconta che di tratta di uno dei grandi della musica jazz contemporanea. Sicuramente uno dei sassofonisti più apprezzati nell'ambito di tutta la musica afroamericana sino ad oggi.

    Alora torno a casa, riascolto e cerco notizie.
    Michael Brecker



    Brecker nacque a Filadelfia, Pennsylvania. Il padre, un pianista jazz dilettante, influì certamente sui gusti musicali dei figli, e li spinse a studiare musica: Michael inizialmente studiò clarinetto, passando poi al sax alto ed infine al tenore durante le scuole superiori. Si iscrisse alla Indiana University, esplorando sia la scuola di musica sia la facoltà di medicina, prima di decidere che preferiva suonare piuttosto che passare il tempo nelle aule universitarie. Nel 1970 Michael si trasferì a New York, partecipando alla scena jazz e entrando nel gruppo jazz-rock Dreams (con il fratello maggiore Randy alla tromba, il batterista Billy Cobham, il trombonista Barry Rogers, Jeff Kent e Doug Lubahn).

    Dopo questa breve esperienza ebbe l'opportunità di suonare con Horace Silver e Billy Cobham, prima di formare con suo fratello Randy il gruppo fusion Brecker Brothers. Il gruppo, che durò con discreto successo dal 1975 al 1982, suonava una fusion in stile Weather Report, con una grande attenzione agli arrangiamenti ed alle ritmiche rock.

    Fin dagli inizi della sua carriera non smise mai di suonare come collaboratore o semplice turnista in sala di incisione, con musicisti e gruppi di grande rilievo, sia in ambito jazz che rock. In effetti fino al suo debutto come solista, Brecker era soprattutto noto per il suo lavoro di studio, partecipando a moltissimi album di cantautori e complessi pop, tra cui quelli di Jackson Browne, James Taylor, Steely Dan, Donald Fagen e Joni Mitchell (memorabile la tournée di Shadows and Light insieme a Pat Metheny e Jaco Pastorius). Da segnalare la collaborazione del 1978 con Frank Zappa (nell'album doppio dal vivo Zappa in New York) e le apparizioni nei primi anni '80 con la band del noto programma televisivo Saturday Night Live.

    Il suo stile musicale fu dunque influenzato anche dalle sue frequentazioni pop. Brecker, seguendo la lezione di Miles Davis e dei primi Weather Report, era un jazzista che vedeva il rock come una possibilità in più:
    « Aveva un suono robusto e intenso, e alcune delle sue frasi alludevano a Coltrane. La sua lunga consuetudine con la musica pop, dove gli assoli devono essere concisi e incisivi, faceva sì che Brecker fosse soprattutto inimitabile nel concentrare le emozioni in spazi ristretti. Riusciva a dispiegare l'intera estensione dello strumento in unico assolo, dalle note più basse ai sovracuti, e a collegare concetti rarefatti a fraseggi ricchi e pieni di soul in uno stile non dissimile da sassofonisti come Junior Walker »

    (The New York Times [2])

    Dopo una proficua militanza con gli Steps Ahead insieme a Mike Mainieri, Brecker registrò il suo primo album solo nel 1987.

    Nel corso degli anni novanta sperimentò a lungo con uno strumento elettronico chiamato EWI [3] (Electronic Wind Instrument, una sorta di sax soprano elettronico che permette di utilizzare suoni campionati).

    La sua ultima apparizione ufficiale fu nel giugno del 2006 con Herbie Hancock in una serata alla Carnegie Hall di New York.

    Affetto dal 2005 dalla sindrome mielodisplastica (SMD, degenerata poi in leucemia), è morto in un ospedale di New York il 13 gennaio 2007, all'età di 57 anni.

    « ...per me la musica è sempre stata una missione e continua ad esserlo. Non l'ho mai vista come una professione, sono sempre eccitato dalla musica, dall'apprendere nuove cose. Mi diverto a scrivere musica, a registrare ed a suonare con altri musicisti. Diciamo che - relativamente alle tournée - lo spostamento diventa un lavoro, il puro viaggiare da un posto all'altro, ma certamente non il fare musica! » (Michael Brecker, intervista del 2004)


    Un video tra tutti in attesa del vs. contributo

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    domenick

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    MessaggioTitolo: Re: Michael Brecker e l'ignoranza di Pado   Mar Mar 09, 2010 9:51 am

    Mi piace ricordarlo qui
    Michael Brecker / Pat Metheny Quartet - Into The Dream [2000]
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    francort

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    MessaggioTitolo: Re: Michael Brecker e l'ignoranza di Pado   Mar Mar 09, 2010 2:50 pm

    L'ultima volta che lo vidi dal vivo fu al festival jazz di Bergamo nel 2004. Non passarono che pochi mesi e lessi la richiesta d'aiuto della moglie pubblicata su jazzitalia. Feci fatica a digerire la notizia. E' difficile immaginare un uomo così vitale e bruscamente fermato. Quella sera fu un bellissimo concerto nonostante fossero praticamente appena arrivati dall'america e quindi in pieno jet lag.
    Da qualcuno troppo sbrigativamente liquidato come coltraniano, mi stupiva sempre perchè riusciva a fare musica di pancia e di testa ma con un equilibrio speciale. Le sue note sono chiare e luminose e anche in climax furibondi non sembrano mai casuali; nonostante quest'impressione di estremo controllo non pare un freddo calcolatore.
    Bene ha fatto il maestro di Pado: avesse fatto solo questo si sarebbe comunque guadagnato onestamente la giornata.
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    MessaggioTitolo: Re: Michael Brecker e l'ignoranza di Pado   Mar Mar 09, 2010 7:13 pm

    in merito a quello che avete scritto su Brecker aggiungo solo che mi piace ricordarlo da dove ho scoperto il significato libertario del jazz.
    Quando ho sentito questo pezzo, come suona lui , in compagnia del folle mago pastorius e la dolce Joni Mitchell...
    Un duetto dove il basso accompagna e canta (ma è un basso o un trombone che viaggia a velocità doppia ? afro ) e Brecker, controllato e schizo fa un assolo da brivido.
    Su un brano interpretato da dio di Charlie Mingus.

    Se non avete shadows and light della mitchell dove suonano mostri sacri contemporanei sui suoi brani, comprate, scaricate etc....non ve ne pentirete. sennò godiamocelo insieme quando c è tempo libero.

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    MessaggioTitolo: Re: Michael Brecker e l'ignoranza di Pado   Mer Mar 10, 2010 1:00 am

    francort ha scritto:
    Bene ha fatto il maestro di Pado: avesse fatto solo questo si sarebbe comunque guadagnato onestamente la giornata.

    Straquoto Franco!

    Michael è un mito per molti ... mio cugino sassofonista (diplomato in clarinetto) lo venera e io ...



    .... Sad io non l'ho mai ascoltato dal vivo ma Sad .... dico solo che questo video ove suonava L' EWI (Electronic Wind Instrument) oltre al Sax in duet con Mike Stern è :

    MERAVIGLIOSO .... che JAZZ & FUSION cheers !!!!!
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    MessaggioTitolo: Re: Michael Brecker e l'ignoranza di Pado   Mer Mar 10, 2010 1:22 am

    in principio erano i Brecker Bros.. poi gli Steps e dopo ancora la carriera solistica

    _________________
    jotube
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    sunny  
    “Guitars should be played, not DISplayed”
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    MessaggioTitolo: Re: Michael Brecker e l'ignoranza di Pado   Mer Mar 10, 2010 8:49 pm

    maronna: stamattina ascoltai tutta Original rays: pelle d'oca. pensavo che dopo la prestazione di Brecker, Stern non gli avanzasse molto da dire...
    invece: che colpo sullo stomaco. Zapart... che video affraid . ci fossi stato a quel concerto. Rolling Eyes
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    zapart60

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    MessaggioTitolo: Re: Michael Brecker e l'ignoranza di Pado   Gio Mar 11, 2010 2:32 am

    empty space ha scritto:
    maronna: stamattina ascoltai tutta Original rays: pelle d'oca. pensavo che dopo la prestazione di Brecker, Stern non gli avanzasse molto da dire...
    invece: che colpo sullo stomaco. Zapart... che video affraid . ci fossi stato a quel concerto. Rolling Eyes

    Quel video d'Original Rays è veramente da lacrime Empty (diciamo che Mike s'è fatto caricare da Brecker e l'ha travolto a sua volta [scusa il giro di parole]) ma, a quanto attesta il video, Brecker si è divertito moltissimo durante l'esibizione di Mike ... troppo forte cheers ! Penso che se fossi stato presente avrei fatto la stessa fine che mi riservò un concerto (più di trent'anni fà a Roma) dei Weather Report ... convulsioni tra la folla esultante ... mamma mia I love you drunken affraid drunken I love you !

    Enrico
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